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Ricordo di un amico PDF Stampa E-mail
Scritto da Pro - Loco   
18 Dic, 2010 at 02:23

ImageMi è stato chiesto di scrivere un breve profilo di don Elio Bernazzani. Lo faccio volentieri, ma anche con un sottile dolore , come sempre accade quando si rievoca la morte di un amico. Perché per me don Elio, prima ancora di essere un sacerdote, era un caro amico. Lo avevo conosciuto più di vent’anni fa a Roma nel quartiere Monteverdevecchio , poiché lui viveva lì in una casa del Don Orione in Via Alessandro Poerio, a poche centinaia di metri dalla mia abitazione. Quando avevo deciso di acquistare un casale in campagna mi ero rivolto a lui e don Elio mi aveva invitato a Casaprota a visitare la Villa Filippi in località Palombara, lasciata in eredità al suo Istituto da Luigi Filippi. Ero rimasto subito colpito dalla bellezza di quei luoghi, dal gradevole paesaggio collinare,così come avevo apprezzato immediatamente la cordialità degli abitanti. Don Elio mi aveva aiutato presentandomi le persone giuste, e in poche settimane il mio problema era risolto. Questo perché don Elio era innanzitutto un uomo d’azione dalle grandi qualità manageriali, senza che, peraltro, questo nulla togliesse alla sua figura di sacerdote. Quando era sull’altare sapeva trovare le parole giuste per arrivare all’animo dei fedeli e per far vibrare le coscienze, ma ciò non gli impediva, nelle sue mansioni di economo della comunità, di essere efficiente e talvolta addirittura brusco. Senza mai perdere, tuttavia, la comprensione verso il prossimo e il senso dell’ironia. “ Signore, benedici chi non mi fa perdere tempo “ aveva fatto scrivere e incorniciare alle spalle della scrivania del suo ufficio. C’era del vero in questa espressione, ma anche un sottile umorismo che è sempre buon compagno di vita e serve a stemperare le situazioni più difficili. Scavando tra i ricordi mi vengono in mente le nostre passeggiate di qualche anno fa, quando i disturbi al piede ancora non gli impedivano la deambulazione, a Scrocco, al Tancia o nei boschi di Sala, proprio davanti al Terminillo e alla catena dei Monti Reatini . Con don Elio che di fronte allo spettacolo della natura si lasciava andare a una considerazione che apparteneva al suo modo di esprimersi: “ Vale più questo di una pagina del Vangelo!“. Perché lui amava Casaprota e questi luoghi che erano diventati ormai la sua casa. Quando ho saputo della sua fine – che nonostante le condizioni di salute precarie mi pareva dovesse essere lontana, forse perché avevo cercato di rimuovere dalla mente questo pensiero – sono rimasto davvero stupito e addolorato.
E soprattutto senza parole. Come sarà accaduto a tutti quelli che l’avevano conosciuto e gli avevano voluto bene, e sapevano distinguere, dietro ai suoi modi a volte burberi, un cuore generoso e sempre pronto ad aiutare. Quando si perde un amico questa è forse la reazione più naturale. E ci si stringe tutti insieme per non dimenticarlo. Come scrisse Natalia Ginzburg in un suo bellissimo testo (“Ritratto di un amico”, da “Le piccole virtù”, Einaudi) rievocando la morte di Cesare Pavese sullo sfondo del paesaggio delle colline piemontesi che sembrano richiamare in parte i nostri luoghi:
“ Andammo, poco tempo dopo la sua morte, in collina. C'erano osterie sulla strada, con pergolati d'uva rosseggiante, giochi di bocce, cataste di biciclette; c'erano cascinali con grappoli di pannocchie, l'erba falciata stesa ad asciugare sui sacchi: il paesaggio, al margine della città e sul limitare dell'autunno, che lui amava. Guardammo, sulle sponde erbose e sui campi arati, salire la notte di settembre. Eravamo tutti molto amici, e ci conoscevamo da tanti anni; persone che avevano sempre lavorato e pensato insieme. Come succede fra chi si vuol bene ed è stato colpito da una disgrazia, cercavamo ora di volerci più bene e di accudirci e proteggerci l'uno con l'altro; perché sentivamo che lui, in qualche sua maniera misteriosa, ci aveva sempre accuditi e protetti. Era più che mai presente, su quella proda di quella collina “.

Credo che don Elio avrebbe voluto essere ricordato così.
                                                                                                             avv. Paolo Quarto


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Ultimo aggiornamento ( 18 Dic, 2010 at 02:25 )

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