header image
Home arrow Pro-Loco e dintorni... arrow Pro-Loco dintorni... arrow In Sabina con diario21
In Sabina con diario21 PDF Stampa E-mail
Scritto da Pro - Loco   
08 Dic, 2007 at 08:01

IN SABINA
CON diario21
Casaprota
 
  di Antonella Priori

Questa settimana voglio proporvi una visita ad un piccolo paese che si trova a 500 metri di altitudine, distante da Rieti poco più di una ventina di chilometri e, da Roma, un’ottantina. Con i suoi 700 abitanti, Casaprota è uno tra i borghi più piccoli del territorio reatino, con un’economia solidamente ancorata alla tradizione agricola: l’ottimo olio di oliva ricavato dagli uliveti circostanti e una buona produzione di castagne ne costituiscono i tratti distintivi.
Per raggiungerlo, basta percorrere la Via Salaria fino al bivio di Ponte Buita e proseguire per la strada provinciale seguendo le indicazioni.

Pillole di storia
Il nome Casa Perotae o Perotis appare per la prima volta in un documento farfense dell’anno 776, come proprietà di Ildebrando, Duca di Spoleto. Fu possedimento dell’imperiale Abbazia di Farfa e visse il suo massimo splendore sotto Carlo Magno. La fondazione del castello risale ai primi decenni del X secolo. Passata dai Brancaleoni ai Soderini e, successivamente, alla potente famiglia Orsini fino al 1604, divenne possedimento dei Savelli, ultimi feudatari del paese, prima di passare sotto il diretto dominio della Camera Apostolica. Durante il pontificato di Papa Paolo V Borghese fu installata la figura di un Governatore Togato. A seguito della riorganizzazione territoriale, nel 1817 fu annessa a Mompeo, distretto di Poggio Mirteto. Nel 1853 diventa comune autonomo.

La gita
Il paese di Casaprota sorge in zona collinare ed è completamente circondato da uliveti. Entrando dalla porta di accesso al piccolo borgo, rinascimentale, si notano gli alloggiamenti per i cardini del portone e la copertura interna con una volta a botte. Caratterizzato dalla torre circolare e dalle finestre cinquecentesche, Palazzo Filippi si trova nella parte più alta del paese. Il palazzo appartenne ai Gentili e poi, per successione, ai Vincenti-Mareri, che possedevano nella zona molti beni fondiari e utilizzavano la residenza come sede di villeggiatura estiva.
Questa famiglia realizzò importanti opere, come la chiesa parrocchiale di S.Domenico che fu restaurata ed ampliata dal cardinale Ippolito Vincenti-Mareri agli inizi dell’Ottocento. Situata in pieno centro storico, la chiesa fu edificata nel 1535 sui resti di una preesistente chiesa romanica. Precedentemente, il titolo di parrocchiale apparteneva alla chiesa di S.Michele Arcangelo, della prima metà del XIV secolo, che conserva ancora oggi, visibili sulle pareti, tracce di preziosi affreschi quattrocenteschi.
Fuori dal borgo, nelle vicinanze del cimitero, sorge la chiesa di Santa Maria delle Grazie, del ‘500, che custodisce un’immagine della Vergine ritenuta miracolosa dalla popolazione e per questo divenuta oggetto di grande venerazione.
A valle, troviamo le ricche Sorgenti delle Capore, che danno vita al Fiume Farfa, ed erano legate ad antiche leggende e alle divinità romane; oggi, dopo la ristrutturazione degli anni ’70-’80, forniscono alla città di Roma circa 6000 litri d’acqua al secondo.
Il territorio di Casaprota era già frequentato in epoca romana, come testimoniano i numerosi reperti ritrovati e la presenza di strutture ad uso agricolo, ville rustiche e fattorie, sparse in tutta la zona.
Merita una visita anche la principale frazione di Casaprota, Collelungo, che deve probabilmente il suo nome alla particolare struttura cosiddetta ‘a fuso di acropoli’, caratteristica dei centri fortificati ad uso difensivo. Le mura ed i torrioni sono stati trasformati in abitazioni e le vie strette conferiscono un aspetto antico a tutto il borgo. Da non perdere, il suggestivo Palazzo dei Fanti.
Le prime tracce dell’esistenza di Collelungo risalgono al 1043, data in cui fu redatto un documento che ne attestava l’acquisto da parte dell’Abate Americo. Possedimento dei Sanguigni (1403) prima e dei Mareri (1427) e degli Orsini (1445-1513) poi, venne incamerato dalla Santa Sede alla morte di Enrico Orsini.
La chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Maria delle Nevi mentre il patrono è San Clemente Papa: nella chiesa a lui dedicata, di origine romanica, sono custoditi affreschi che lo raffigurano insieme ad altri santi.
Durante tutto l’anno Casaprota allieta il soggiorno di residenti e turisti con manifestazioni gastronomiche e sagre, molte delle quali legate alle sue specialità: come l’olio di oliva, celebrato attraverso la Sagra della Bruschetta che si svolge nel giorno della festa di Sant’Antonio Abate, a gennaio, oppure le ciambelle fritte di S.Giuseppe. Molti altri sono i piatti tipici, da gustare sempre: le pizze fritte, la panzanella, la zuppa di zucchine e parmigiano, le fregnacce, le rinomate frittate… Tra i dolci, da non mancare assolutamente il Pangiallo, tipico del periodo natalizio, ed i biscotti con le nocciole.

Fonte: http://www.diario21.net