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La scomparsa dello scrittore Giuseppe Cassieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Pro - Loco   
19 Dic, 2008 at 09:35

di Avv. Paolo Quarto

E’ morto nella notte del 30 ottobre nella sua abitazione romana Giuseppe Cassieri, scrittore, saggista, critico letterario e autore di testi teatrali (dal suo romanzo “ Le trombe “ fu tratta la commedia “ Il rumore “ che riscosse notevole successo nell’interpretazione di Giulio Bosetti). Nato a Rodi Garganico nel 1926 si era laureato in Filosofia morale all’Università di Firenze e aveva svolto a lungo l’attività di giornalista, collaborando tra l’altro alle pagine culturali de “ La Stampa”. Notevole anche il suo impegno con la RAI negli anni ’60 e ’70 dove aveva contribuito alla realizzazione di programmi di approfondimento e alla riduzione scenica di importanti testi, tra i quali merita una citazione, per il grande successo di pubblico, “Don Giovanni in Sicilia “ tratto dal romanzo di Vitaliano Brancati e interpretato da Domenico Modugno e Rosanna Schiaffino. Giuseppe Cassieri aveva inoltre ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali, aggiudicandosi alcuni prestigiosi premi letterari (“Flaiano”, “Sila”, “Veillon”) e risultando finalista in altri quali “Campiello” e “ Strega”. Non è possibile sintetizzare in poche righe l’attività letteraria di questo scrittore. Sarà tuttavia sufficiente riportare il giudizio dei critici, i quali hanno evidenziato che “ dopo una stagione neorealistica, con romanzi d’ambiente pugliese, la sua narrativa si è volta a soluzioni satiriche e grottesche “ (Nuova Enciclopedia della letteratura italiana Garzanti), “scegliendo la critica di costume della società neocapitalistica dei consumi e ritraendo in chiave grottesca situazioni ed ambienti privati“ (Giorgio Luti, “Storia letteraria d’Italia“). ImageVorrei ricordarlo attraverso queste pagine poiché Giuseppe Cassieri era un appassionato estimatore della Sabina, e di Casaprota in particolare, dove soggiornava periodicamente ormai da quasi quindici anni tra la fine di luglio e la prima decade di agosto, ospite della “Villa Luigi Filippi”. Durante questo periodo, tuttavia, non si limitava al riposo e continuava a lavorare sui suoi libri, scrivendo, correggendo ed elaborando, circondato da fogli e da appunti affastellati su un grande tavolo di uno studio che Don Elio gli metteva a disposizione. Molte delle sue opere sono state dunque presumibilmente concepite proprio in questo luogo, che tutti chiamano la Palombara.
Non è infrequente, del resto, imbattersi nei suoi libri nella descrizione dei paesaggi collinari delle nostre zone, tra ordinati uliveti e agricoltori operosi. Il suo romanzo “La campana di mezzanotte“ è infatti interamente ambientato nella Sabina e , anche se alcuni luoghi sono puramente immaginari, nelle ultime pagine si nominano espressamente Poggio San Lorenzo e Casaprota, alla quale si sentiva particolarmente legato. Mi mancheranno i lunghi colloqui che avevo con lui nei pomeriggi d’estate, e le sue doti di affabulatore e di conversatore ironico e profondo, sempre attento a cogliere temi e tendenze dell’attualità. Durante uno dei nostri ultimi incontri, lo scorso agosto, mi disse di avere terminato la correzione della sua più recente fatica letteraria “Poetica di un infelice“ la cui pubblicazione era prevista per l’autunno, e di sentirsi esausto. “Forse questa sarà la mia ultima opera”, mi disse quasi presagendo la fine ; ed io per esorcizzare avevo deviato i termini del discorso rispondendogli che forse avrebbe avuto altre ispirazioni che l’avrebbero indotto a continuare ancora la sua attività di scrittore.
Ma evidentemente Cassieri, nella sua sensibilità di artista, era consapevole di essere ormai al termine dell’esistenza, tanto da scrivere alla fine del suo ultimo libro, quasi con accenti profetici: "Saverio era deceduto come prima dell'alba per emorragia celebrale, senza preavviso, senza un lamento, invisibile nella sua tormentata coerenza. Un trapasso lieve, come quello della madre che lui di continuo auspicava - aveva scritto Carlotta. E a noi ignari, toccati dall'evento, veniva spontaneo sulle labbra un requiem consolatore: almeno questa volta un suo sommesso desiderio è stato esaudito“.
Con la sua scomparsa Casaprota ha perduto un amico di grande statura umana e intellettuale che vorrei venisse ricordato attraverso queste pagine .